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A 150 anni dall'Unità, Mezzogiorno non pervenuto

Cos’è stato il Risorgimento italiano? Se volete una risposta che esca dalla muffa dei libri andate a vedere Noi credevamo,che Mario Martone (Morte di un matematico napoletano; Amore molesto) ha tratto dal romanzo di Anna Banti. Capirete che è stata una guerra di guerre. Tra Borboni e Savoia, monarchici e repubblicani, padroni e servi. In parte tra Nord e Sud. Tema, quest’ultimo, attualissimo, ciò che spiega le code al botteghino. Col pretesto dell’anniversario dell’Unità, Martone ci parla infatti del presente, distilla lo zeitgesit di questa luna calante che chiamiamo II Repubblica. Il senso della questione meridionale, che affonda nell’immondizia di Napoli e il rancore del Nord. La nostra fatica a considerare l’Italia bene comune.

La lotta dei tre protagonisti attraversa tutte queste guerre e tocca il cuore, come tutte le battaglie minoritarie ed eretiche. Da meridionali hanno in testa una Italia unita, repubblicana, giusta. Frontiera troppo avanzata per i tempi. Sappiamo come andò a finire. E il film racconta bene il paradosso di quella che Gramsci definì una "rivoluzone tradita".

Resta questo sogno fatto a occhi aperti, 150 anni fa, da tre giovani meridionali. Minoritario, eretico, sconfitto. Commuove che si potesse allora immaginare un riscatto del paese che partisse dal Sud. E tornano alla mente le parole scritte un secolo dopo da un meridionalista misconosciuto, l’avellinese Guido Dorso: «La rivoluzione meridionale o sarà dei meridionali o non sarà».Per dirla con Mazzini, quella del Mezzogiorno è una guerra che ha i tempi lunghi, le speranze, le fatiche, gli scoramenti della grande storia. «Se anche - dice in Noi credevamo - dopo 70 tentativi, vi dovesse mancare la pazienza, tentate un’altra volta. E poi ancora una, e ancora e ancora. Questa è una guerra non dichiarata che dura da anni, da secoli e voi pretendete di vincerla alla prima battaglia?».

Commenti

Per parlare della questione meridionale bisogna anzitutto risalire a 150 anni fa quando un paese ricco, felice e prospero come il Regno delle Due Sicilie fu conquistato con la forza da truppe mercenarie guidate da un capitano di ventura come Garibaldi (altro che Eroe dei due Mondi !) e depredato di tutte le sue ricchezze a cominciare dal denaro che abbondava nelle casse per proseguire con le sue industrie tessili ed altre, la flotta mercantile eccetera eccetera. Napoli era una capitale tra le più ricche d'Europa cona popolazione superiore a quella di qualsiasi città del Nord invasore. E adesso che il Nord si è arricchito a spesa del Sud la Lega ha il coraggio di parlare di secessine ignorando che se questa dovesse avvenire il Nord dovrebbe rimborsare al Sud l'equivalente del maltolto. Questo per un senso di giustizia indiscutibile.

Cordiali saluti.

Roberto Castellano

Sono nata a sud e vissuta a nord, ritengo che il sud è ricattato dal nord da 150 anni. Non è stato depredato 150 anni fa, il dramma continua, il sud ha quasi smesso di produrre, perchè il nord deve contunuare ad usare il sud come mercato. La nostra meravigliosa agricoltura è stata annientata, nessuno si è mai preoccupato di dare mezzi di trasporto veloci per trasportare i nostri prodotti negli altri paesi d'europa, anzi, per scoraggiare il sistema che non riusciva a trarre vantaggi economici dalla incommesurabile fatica della agricoltura, hanno usato un sistema, a sud per estirpare le piante, come per esempio i vigneti, lo stato dava contributi economici, a nord li dava per fare impianti di nuovi vigneti, per produrre economia! La Lega del nord vuole il federalismo ma ritengo che prima bisogna fare il bilancio, i soldi pubblici per la realizzazione di strutture e infrastrutture pubbliche sono stati spesi soprattutto a nord, vedi ospedali, università, strade, ferrovie, aeroporti, chi aveva le strutture continuava a ricevere denari dallo stato per il mantenimento delle strutture, chi non le aveva non riceveva finanziamenti per realizzarli!!! Ci considerano evasori, come si può dire ciò, paghiamo la stessa aliquota di chi sta a nord, anzi spesso noi imprese siamo penalizzate con l'applicazione di aliquote IRAP al limite consentito. Il nord produce più economia??? E' sicuramente più facile, quando tutte le aziende di stato più importanti, hanno sede a Milano o Genova, generare più economia!!! La sede dell'ENEL è a Milano, la sede dell'ENI è a San Donato Milanese, la sede Rai è a Milano, l'Ansaldo ha sede a Genova ecc. Considerato il movimento mondiale che queste aziende di stato generano si fa presto a far impresa all'ombra delle aziende di stato. Mi auguro che qualche cretino di pseudo politico del sud (i politici del sud non vengono certo scelti dagli uomini del sud ma da quelli che sono a Roma e tirano le fila del sistema) prima che il federalismo fiscale venga approvato, si spenda per far pareggiare i conti!!! Noi non vogliamo i fondi di compensazione, vogliamo un punto 0 (zero), vogliamo poter avere le stesse cose pubbliche che hanno i nostri "fratelli" del nord, vorrei poter far azienda a sud come a nord, mi piacerebbe che a sud ci fosse lo stesso numero di polizziotti che ci sono a nord. Dopo che i piemontesi hanno distrutto il regno delle due sicilie, la sua industrializzazione, nel mondo era solo terza, dopo la francia e l'inghilterra, ma Bossi e Berlusconi tutto questo lo sanno?????

Orgoglioso ma ignorante. Questo è il problema principale del Sud, una questione culturale. Ricco, felice e prospero? Ma quando mai, su che basi si possono fare simili affermazioni?
Senza autocritica e voglia di rimboccarsi le maniche non cambierà mai nulla.
Se poi vogliamo parlare di ricchezze depredate mi piacerebbe che qualcuno facesse il conto delle migliaia di miliardi passate dal Nord al Sud e finiti
nelle mani di mafiosi e politici corrotti,
eletti con sistemi clientelari in ambienti
feudali dove il senso dello Stato è inesistente.

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