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Il contratto Fiat e la frontiera Maranello

Frontiera Maranello. Allo stabilimento Ferrari va in scena il primo test del “modello Lingotto”, il contratto di gruppo Fiat firmato il 13 dicembre. In fabbrica ci si scalda infatti i muscoli in vista dell’integrativo: primo round previsto a gennaio. E primo in assoluto in un’azienda del marchio Fiat.


Maranello è frontiera per mille motivi. Per dirne uno: tra i suoi 2700 addetti Fiom ha la maggioranza, 12 delegati in una Rsu a 27. Eppure da quelle parti il “modello Lingotto” – 18 turni a settimana, 120 ore straordinarie esigibili, sanzioni all’assentesimo –non è piaciuto a nessuno. E’ stato cioè bocciato anche dai lavoratori  Uilm e Fim, i cui vertici nazionali a Torino hanno spinto e ottenuto perché un contratto di gruppo si facesse.

Certo l’accordo è passato a livello nazionale. Ma il punto resta. A Maranello gli uomini Fim e Uilm hanno votato in modo difforme dalle segreteria nazionali e in contrasto con quelle provinciali, che oggi minimizzano mentre stanno per sedersi a trattare l’integrativo di quelli che hanno votato no all’accordo di primo livello.
E' evidente allora che sul tavolo dell'integrativo ferrari ci sono almeno un paio di questioni da tenere d’occhio. Il “modello Lingotto” esclude Fiom dalle trattative: che ne sarà dei suoi 12 delegati?
Secondo: se Fiom presentasse, come si dice, liste di delegati “autonome” sarebbe legittimo a norma di contratto (e di giudice giudice del lavoro)? E cosa direbbero le altre sigle, divise su scala nazionale, uniti a livello d'azienda?
Non resta che osservare. Maranello è una frontiera, ma si è appena aperta.

 

 

 

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